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Consulenza doganale ed esportazione telematica

Dal 1 luglio 2007 l’unica prova dell’avvenuta uscita delle merci dal territorio comunitario è il messaggio telematico di IVISTO, relativo all’emissione di MRN,che attesta la regolarità dell’avvenuta esportazione.

Abbiamo sempre cercato di sensibilizzare le ditte esportatrici affinché i codici MRN venissero controllati fino al buon esito delle operazioni per evitare eventuali accertamenti da parte delle autorità fiscali per esportazioni che non risultino definite nel sistema telematico doganale, e perle quali gli uffici doganali competente provvederanno a chiedere conto agli operatori affinché provino l’effettiva uscita delle merci dal territorio doganale comunitario anche mediante prove alternative, pena l’annullamento delle operazioni.

Per ovviare a questi convenienti, la ns.Società ha predisposto dei servizi al fine di monitorare per conto delle Aziende i codici MRN e la regolare conclusione delle operazioni doganali.

I servizi offerti sono i seguenti:

- Operazioni doganali di esportazione in procedura domiciliata.

- Monitoraggio gratuito delle operazioni da noi effettuate di tutti i codici MRN

- Sollecito ai vettori per codici MRN non esitati

- Predisposizioni delle prove alternative

- Predisposizione delle istanze da inoltrare ai competenti uffici doganali

Trattandosi di un argomento molto importante e delicato Vi preghiamo contattarci per maggiori informazioni.

Grazie a loro e al loro e al continuo aggiornamento tecnologico della società, le pratiche doganali dei Clienti sono evase con rapidità, precisione e con la completa assistenza per il buon esito delle stesse.

Non ci limitiamo a presentare bolle doganali presso I competenti uffici amministrativi, ma offriamo un’assistenza a 360 gradi all’azienda che deve presentare le sue merci in dogana affinché possa ottenere quanto di suo diritto.

Ad operare con la trasmissione telematica della bolletta doganale, la Sint’ex si avvale oggi di un sistema informatico altamente all’avanguardia nel settore. Trasmissione telematica delle dichiarazioni doganali direttamente al Ministero delle Finanze tramite sistema E.D.I., firma elettronica delle dichiarazioni, firma digitale nel sistema europeo dei transiti comunitari informatizzati sono alcuni esempi dell’evoluzione informatica raggiunta dalla Sint’ex nell’esecuzione della pratica doganale quotidiana in domiciliata. I tempi di sosta vengono quindi notevolmente ridotti.

VISTO USCIRE PER NON IMPONIBILITÀ IVA: PROVE ALTERNATIVE

L’apposizione del “visto uscire” è un adempimento espressamente attribuito all’Autorità doganale competente qualunque sia il tipo o la modalità della operazione di esportazione svolta (domiciliata, ordinaria, cartacea o telematica).

L’esportazione è la destinazione doganale con cui le merci lasciano definitivamente il territorio comunitario. L’esportazione si realizza con:

- la presentazione del D.A.U. (dichiarazione di esportazione) all’ufficio doganale competente che è quello in cui è ubicato l’esportatore, ovvero dove le merci sono caricate o imballate per essere esportate (in taluni casi sono ammesse delle deroghe, ad esempio onere eccessivo, sproporzione economica, ecc.)

- visto uscire dal territorio comunitario apposto sull’esemplare 3 del D.A.U. (previsto e disciplinato dall’art. 793 e seguenti del Reg. CEE 2454/93).

Solo questo “visto” fa acquisire la non imponibilità dell’esportazione agli effetti dell’IVA. A tale scopo è necessario conservare l’esemplare del D.A.U. munito del visto apposto dall’ufficio doganale di uscita di cui all’art. 793 del regolamento CEE n. 2454/93 (DAC).

PROVA DELL’AVVENUTA ESPORTAZIONE - UFFICIO DOGANALE DI USCITA Merci esportate per ferrovia, per via aerea, via mare, a mezzo posta con documento di trasporto unico a destinazione di un paese terzo

La dogana presso la quale vengono presentate le merci è quella che deve apporre “il visto uscire” sull’esemplare 3 del D.A.U.

La dogana non è chiamata a constatare l’uscita fisica delle merci dal territorio comunitario, ma ad attestare ai sensi dell’art. 793 paragrafo 3 del reg. CEE 2454/93 che le merci sono state prese in carico a fronte di un contratto di trasporto unico verso un paese terzo.

Il soggetto, che ha preso in carico le merci a fronte di un unico contratto di trasporto a destinazione di un paese terzo, è responsabile del corretto svolgimento nei confronti della dogana e ha l’obbligo di comunicare eventuali variazioni intervenute al contratto di trasporto.

La dogana, che appone l’attestazione di uscita, dovrà anche apporre sul documento di trasporto in “rosso” la dicitura “EXPORT” ed il proprio timbro allo scopo di far constatare che le formalità doganali sono state espletate in vista dell’uscita delle merci dal territorio comunitario.

L’operazione doganale di esportazione è così conclusa senza ulteriori adempimenti della dogana o dell’esportatore.

MERCI SPEDITE CON PROCEDURA DI TRANSITO COMUNITARIO, TRANSITO COMUNE O TIR

L’ufficio doganale di partenza, cioè quello dove è acceso il regime di transito, che può essere diverso da quello in cui è stata depositata la dichiarazione, appone il “visto uscire” sull’esemplare 3 del D.A.U..

Appone inoltre la dicitura in rosso “EXPORT” su tutti gli esemplari di transito.

MERCI ESPORTATE PER ALTRE VIE (CAMION) O IN CIRCOSTANZE NON CONTEMPLATE NEL CASO PRECEDENTE (AD ESEMPIO: DESTINAZIONE INTERMEDIA IN ALTRO PAESE COMUNITARIO, IN MANCANZA DI UN UNICO CONTRATTO DI TRASPORTO, ETC.)

L’ufficio doganale di uscita è l’ultimo ufficio doganale, posto quindi anche in altro paese della UE, prima dell’uscita delle merci dal territorio della comunità. Per ottenere la restituzione da parte della dogana di uscita dell’esemplare 3 del D.A.U., il dichiarante dovrà apporre la dicitura “RET-EXP” nella casella 44 della bolletta.

L’ufficio doganale che attesta l’uscita, appone il “visto uscire” sul retro dell’esemplare 3 del DAU e lo restituisce a chi glielo ha presentato o l’invia al nominativo risultante nella casella 50 (dichiarante doganale).

L’attestazione di uscita consiste nell’apposizione di un timbro che reca il nome dell’ufficio doganale e la data.

MERCI SPEDITE A MEZZO POSTA – VALORE INFERIORE A EURO 2582,28

E’ possibile non emettere la bolla doganale. Per dimostrare l’avvenuta esportazione, è indispensabile ottenere dall’ufficio postale copia della dichiarazione doganale postale, sulla quale dovrà essere apposto il timbro a calendario delle Poste Italiane.

Tale timbro dovrà essere apposto anche sulla fattura.

Merci esportate con bollette doganali cumulative emesse con procedura semplificata dallo spedizioniere

L’intestatario della bolletta di esportazione sarà la casa di spedizione, in tal caso l’esemplare 3 del D.A.U. dovrà essere invalidato ai fini IVA perché intestato al soggetto che opera per conto di più esportatori.

Il singolo esportatore deve comunque ottenere l’attestazione di uscita apposta dalla dogana sulla copia della fattura del seguente tenore: “merce uscita dal territorio doganale come da visto apposto dalla Dogana di …. in data …. sul documento di esportazione ….. n° …… del ….. della dogana di ……”.

In alternativa, questa attestazione può essere apposta dall’ufficio doganale anche sulla fotocopia del DAU con allegata la distinta di carico.

La sola apposizione del timbro assegnato alla casa di spedizione e della attestazione dell’avvenuta operazione “non è valida” ai fini dell’art. 7 (5° comma) e dell’art. 8 DPR 633/72, (cioè per giustificare la non imponibilità IVA).

MERCI ESPORTATE CON OPERAZIONI TRIANGOLARI

Intestatario della bolletta è il promotore della triangolazione. Il primo cedente nazionale dovrà ottenere in restituzione la sua fattura, non solo con il numero e la data della bolletta doganale di esportazione, ma anche con l’attestazione di uscita apposta dalla dogana. Nel caso di fatturazione differita del primo cedente è ammesso che le attestazioni possano essere apposte dalla dogana anche sul DDT, integrato con l’indicazione della destinazione e del tipo di operazione.

In alternativa l’uscita delle merci dalla Comunità può essere dimostrata dal primo cedente anche attraverso la fotocopia della bolletta doganale recante sul retro il timbro di conferma della dogana. Questo sistema è meno usato per motivi di riservatezza commerciale.

OPERAZIONI DI ESPORTAZIONI CONGIUNTE

Intestatario della bolletta di esportazione sarà il prestatore del servizio che curerà le operazioni di esportazione.

Trattandosi di esportazione congiunta, per il fornitore della materia prima la prova dell’avvenuta esportazione sarà data dal visto attestante l’uscita dal territorio della Comunità, apposto sulla fattura al momento dell’esportazione.

SMARRIMENTO O MANCATO RECAPITO DELL’ESEMPLARE 3 DEL D.A.U.

L’esemplare 3 del D.A.U. con il timbro della dogana apposto sul retro, costituisce la prova per eccellenza a dimostrazione dell’uscita delle merci dal territorio comunitario.

Al riguardo alcune associazioni di categoria (tra le quali l’AICE) in sede di tavolo di consultazione con l’Agenzia delle Dogane avevano fatto presenti le difficoltà oggettive circa il ritorno del D.A.U. 3 munito del visto da parte dell’ufficio doganale di uscita soprattutto nei seguenti casi.

Esportazioni indirette in cui:

- il trasporto delle merci sia effettuato dall’acquirente estero o per conto suo

- nelle operazioni triangolari

- nelle operazioni effettuate a groupage.

ESPORTAZIONI DIRETTE:

quando al trasporto provvede lo stesso cedente, ma questi non dà le opportune istruzioni al trasportatore.

PROVE ALTERNATIVE

Per ovviare a tali difficoltà, l’Agenzia delle Dogane con Circolare 75/D dell’11 dicembre 2002 ha uniformato le procedure da seguire, nel pieno rispetto delle normative comunitarie e nazionali, per l’acquisizione dei visti doganali, stabilendo i documenti da presentare dai quali si possa desumere con fondatezza che la merce risulta effettivamente uscita dal territorio della Comunità.

Mancata emissione della dichiarazione doganale di esportazione

L’art. 795 del Reg. CEE 2454/93 dà la possibilità di emettere a posteriori una bolletta di esportazione nel caso in cui la merce sia uscita dal territorio comunitario senza che abbia fatto oggetto della prescritta dichiarazione comunitaria (D.A.U.).

E’ previsto che possano essere accettati con soddisfazione dagli uffici doganali documenti giustificativi riguardanti la prova dell’uscita dal territorio comunitario.

Tale possibilità è prevista anche dalla normativa nazionale art. 346 del T.U.L.D. (Testo Unico Legge Doganale) che, in via generale, consente la prova dell’uscita delle merci dal territorio dell’UE per mezzo di attestazioni e certificazioni rilasciate dalla dogana o da altre pubbliche amministrazioni estere, ovvero per mezzo di idonei documenti di trasporto internazionale.

RILASCIO DEL DUPLICATO DELL’ESEMPLARE 3 DEL D.A.U.

Nel caso di smarrimento o mancato recapito del D.A.U., l’esportatore o il suo rappresentante può richiedere all’ufficio doganale presso cui sono state effettuate le operazioni di esportazione un duplicato con l’apposizione a posteriori del visto di uscita sulla base di documenti da presentare, secondo i casi, obbligatoriamente o "ad adiuvandum".

Tra i primi sono compresi: fattura commerciale; documento bancario attestante l’avvenuto pagamento della vendita all’estero; copia conforme del contratto unico di trasporto a destinazione di Paesi terzi per contratti effettuati via mare, per ferrovia, ecc.

Tra i secondi: il CMR; attestazione di uscita della merce rilasciata dalla dogana nazionale di uscita; certificato di importazione rilasciato da autorità estere o attestazione di arrivo rilasciata da dogane o da altre autorità dello Stato estero di destinazione della merce; ogni altra documentazione commerciale o fiscale dalla quale si rilevino gli estremi della spedizione e l’arrivo a destino della merce.

DICHIARAZIONE TELEMATICA

Si ritiene opportuno richiamare l’attenzione degli operatori sul fatto che, allo stato attuale, il soggetto esportatore è ancora tenuto a conservare nella propria contabilità l’esemplare 3 della dichiarazione doganale vistata dalla autorità doganale.

Pertanto il timbro ufficiale, apposto dall’Amministrazione doganale, è sempre richiesto anche nel caso della stampa su foglio di carta bianca del predetto esemplare 3.

Per concludere, l’apposizione del “visto uscire” è un adempimento espressamente attribuito all’Autorità doganale competente qualunque sia il tipo o la modalità della operazione di esportazione svolta (domiciliata, ordinaria, cartacea o telematica).

Le consulenze doganali sono offerte gratuitamente sulle operazioni doganali affidate a Sint’ex , diversamente vengono fatturate dopo aver concordato con il cliente la tariffa più opportuna.

COME SI LEGGE LA BOLLETTA DOGANALE

In caso di scambi con l’estero,l’azienda deve conservare, a memoria delle operazioni convenute,il foglio n.3 del DAU

(Documento Amministrativo Unico), perl’esportazione, e/o l’esemplare n.8, per l’importazione di merce da/verso paesi extra-UE. È importante controllare la documentazione doganale prima di archiviarla al fine di accertarsi che non vi siano inesattezze e/o irregolarità e, in caso contrario, occorre far ricorso immediato a l l ’istituto della “revisione dell’accertamento” (art. 11 del DL n° 374/90). Va ricordato che la responsabilità in merito alle dichiarazioni riportate nel documento e al calcolo degli importi daziari è in carico allo spedizioniere doganale (rappresentante dello speditore/ importatore, cui l’Amministrazione fa riferimento diretto), il quale estrae i dati delle registrazioni da documenti commerciali dell’operatore (la fattura principalmente); se questi ultimi sono troppo generici e/o incompleti, allora l’errore dello spedizioniere è riconducibile, in parte o in toto, allo speditore/importatore. Da qui la convenienza a controllare il lavoro del doganalista. Anche se un operatore ha poca dimestichezza con la materia doganale, può comunque verificare l’esattezza delle principali registrazioni riportate nel DAU seguendo poche regole e limitando l’esame soprattutto alle caselle classificate da numeri (quelle di competenza del “dichiarante”, lo spedizioniere per conto del rappresentato). Prima cosa, appurare a chi è intestato il documento (casella 2 per l’export o casella 8 per l’import). Può capitare che la bolletta sia titolata ad un soggetto diverso dallo speditore/importatore; in questo caso è necessario far modificare il documento, così come nel caso in cui sia riportato il numero di codice fiscale al posto della partita Iva. Trascrivere, invece, l’indirizzo dello stabilimento, piuttosto che la sede legale dello speditore/importatore, non richiede generalmente una revisione della dichiarazione.

Seconda cosa, controllare alla casella 22 la divisa della valuta utilizzata nello scambio (espressa attraverso un codice

a due lettere, ad es.: il dollaro americano è ordinato US, l’euro EU) e l’importo fattura. Se la valuta è diversa dall’Euro,

al campo 42 sarà registrato l’importo fattura al cambio doganale. Questo non coinciderà con il cambio commerciale

perché non stabilito dal mercato, ma fissato appositamente dalla Dogana, una volta al mese, per regolare con una certastabilità tutte le operazioni effettuate dal primo all’ultimo giorno del periodo di riferimento.Al campo 46 è definito il valore statistico.

Nel caso di esportazioni, serve solo a fini statistici, mentre nelle importazioni corrisponde alla base imponibile sulla quale sono calcolate le aliquote per l’immissione in libera pratica e libero consumo delle merci (cioè le componenti del dazio). Il valore statistico corrisponde al prezzo della fattura aumentato del costo di trasporto della merce (inclusi carico e movimentazione) e dell’assicurazione, franco [fino al] confine comunitario. Queste due addizionali possono essere già comprese,o meno, nel prezzo fattura, lo si deduce dal termine di resa (Incoterms) scelto per la transazione ed evidenziato in bolletta alla casella 20. A seconda del termine, il doganalista sarà tenuto ad aggiustare il prezzo fino a renderlo franco confine comunitario. Ne discende che l’operatore dovrà, precedentemente, evidenziare in fattura in modo chiaro l’Incoterms e, successivamente, controllare l’esattezza del riporto nella bolletta. Il calcolo complessivo del dazio è evidenziato alla casella 47. Qui un errore genera delle sanzioni fiscali per l’operatore. La normativa doganale prevede che in caso di una differenza superiore al 5% tra i diritti dovuti e quelli effettivamente liquidati sulla bolletta, sia applicata una penale amministrativa da 1 a 10 volte l’ammontare della differenza. Una causa frequente di errore è l’errata applicazione dell’aliquota prevista dalla TARIC e ciò, a sua volta, dipende generalmente da una non corretta classificazione merceologica dell’oggetto della transazione. Controllare, perciò che il codice meccanografico merceologico sia corretto, ad esempio confrontandolo con quello riportato in precedenti documenti, nel caso di operazioni ripetitive con l’estero. Terza cosa: controllare sul frontale della bolletta che siano stati apposti dalla Dogana: il “timbro conalbi” ed il nominativo dell’ufficio competente (rilevanti per identificare il documento) e l’annotazione riguardante il tipo di controllo effettuato dopo la liquidazione (documentale “CD”, visita merce “VM”, ovvero nessun controllo “NC”). Controllare sul retro, in caso di esportazione, l’apposizione del timbro che attesti l’avvenuta uscita della merce dal territorio doganale dell’UE; in caso di importazione, se la bolletta è stata vidimata sul fronte per l’avvenuta liquidazione, non è importante la dicitura di visto uscire dagli spazi doganali, firmata e datata dalla Guardia di Finanza. È da ricordare che tutti gli atti compiuti dalla Dogana devono essere riscontrabili sulla bolletta, pena l’irregolarità della procedura. Infine, quando una spedizione consta di più merci, diverse tra loro, a cui si riferiscono più fatture, la bolletta doganale (specialmente per l’import) sarà costituita da più di un foglio. Quelli in aggiunta saranno i “modelli bis”. Per verificare di essere in possesso del set completo dei documenti bisogna leggere la casella 5; se il numero ivi indicato è “uno” significa che il documento è formato da un unico foglio; se il numero stampato è maggiore di “uno”, allora si dovrà essere in possesso di tanti esemplari quanti sono segnati, compreso il modello originale.

PROBLEMATICHE APERTE IN MERITO ALLE ESPORTAZIONI CON CODICE MRN

La procedura telematica di esportazione in ambito ECS, in vigore dal 1° luglio 2007, ha presentato, e presenta tuttora, alcuni aspetti critici per l’esportatore, relativamente alla certificazione documentale che deve conservare ed esibire in sede di verifica o controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria: i documenti che vengono generati dal sistema ECS si esauriscono per via informatica all’interno della stessa Amministrazione doganale, non essendo previsto il rilascio di alcun esemplare di documento ad uso amministrativo/fiscale per l’esportatore.

La normativa comunitaria prevede che, qualora le merci, dopo novanta giorni dalla data di svincolo dell’esportazione, non abbiano lasciato il territorio comunitario o non sia possibile dimostrarne l’uscita (mancato scarico del DAE), l’ufficio di esportazione annulla l’esportazione, informandone prima l’esportatore o il dichiarante al fine di avere maggiori informazioni sull’operazione che risulta inappurata.

Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Dogane ha avviato una procedura di chiusura dei codici MRN che, decorsi 90 gg. dallo svincolo da parte dell’ufficio di esportazione, ancora risultino non appurati e quindi non ancora conclusi nel sistema informatico delle dogane.

Con tale procedura, gli uffici doganali di competenza provvederanno a chiudere a sistema i movimenti inappurati, sulla base della prova dell’uscita delle merci che gli operatori economici interessati forniranno a tal proposito dietro specifica richiesta della dogana di esportazione.

A tal riguardo, si rende noto che le prove alternative da esibire ai fini della prova di uscita delle merci dal territorio comunitario sono costituite da una serie di dichiarazioni sostitutive rese dall’interessato, alle quali devono essere allegati alcuni documenti commerciali.

Per evitare l’annullamento delle bolle di esportazione, con conseguenti accertamenti da parte dell’autorità fiscale, recuperi IVA e sanzioni, è dunque opportuno che l’esportatore, a titolo cautelativo, provveda a gestire l’operazione doganale di export possibilmente presso un unico ufficio doganale, sia direttamente o tramite operatore doganale dallo stesso esplicitamente incaricato, al fine di entrare subito in possesso del DAE con il codice MRN, con il quale tenere sotto controllo le proprie operazioni di export.

La nostra Società ha predisposto un servizio di predisposizione e monitoraggio delle bolle doganali di esportazione e dei codici MRN per le aziende che intendano ovviare ai suddetti inconvenienti e operare in sicurezza e celerità.

In particolare, si forniscono:

- operazioni doganali di esportazione con invio telematico del DAU (contenente i dati dell’esportazione) e del DAE (Documento di accompagnamento all’esportazione) con indicato il codice MRN, quest’ultimo documento da consegnare direttamente da parte dell’Azienda ai vettori a scorta della merce fino alla dogana di uscita;

- controllo della rispondenza delle bolle doganali di esportazione alle fatture emesse ex art. 8 DPR 633/72 e monitoraggio dei relativi codici MRN fino alla notifica del messaggio che attesta l’uscita della merci dal territorio comunitario;

- invio di lettere di allerta ai vettori per i codici MRN che dopo 90 gg. risultino inappurati;

- predisposizione delle prove alternative relativamente alle operazioni di esportazioni non chiuse e a rischio annullamento;

- assistenza doganale e legale in caso di controlli fiscali relativi alle operazioni di export.